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In cambio di soldi si possono avere molte cose:
il libro, ma non l’intelletto
il letto, ma non il sonno
le conoscenze, ma non gli amici
il sesso, ma non l’amore.
Mi puoi raccontare come funziona, quanto hai pagato, cosa hai visto, di cosa hai parlato con le ragazze, ecc?
- Ora lo stanno chiudendo... che tristezza... un pezzo di gioventù... Beh ma sarebbero info di 10 anni fa, i prezzi di ora non li conosco.
Beh, giustamente, mi dici quelli di un tempo?
- Allora andavano tra 0,50 e 2,00 dollari al minuto, ma ora andranno almeno quattro volte di più... però sinceramente non lo so.
E che cosa potevi chiedere, striptease?
- Sì, quello che volevi. Anzi, dato che non sapevano bene l'inglese, conoscevano quattro parole in croce, spesso proponevano loro e tu sceglievi.
Beh, che scelta ardua tra tette figa e culo... E quanto durava in media una chiacchierata del genere?
- Allora ero povero, quindi poco. Però poteva durare quanto volevi...
Ok, ma in media, secondo te, quanto può starci un uomo per raggiungere l'orgasmo?
- Beh questo esula dall'argomento perché non tutti ci andavano per raggiungere subito l'orgasmo. Magari alcuni non volevano proprio raggiungerlo. Però, come risposta generale, un uomo eccitato ci mette anche venti secondi.
E per che cosa va un uomo su quel sito?
- Credo che alcuni, non io, ci andassero per parlare con una bella ragazza, per sentirsi meno soli… Io ci andavo per l'orgasmo, dato che già costava, ci mancava anche che facessi conversazione! Poi alcune ragazze sono diventate mie amiche, le ho conosciute anche al di fuori.
In che senso le hai conosciute anche fuori?
- Su una chat normale. Ogni tanto mi sento ancora con qualcuna di loro.
E che tipo di ragazze erano?
- Erano Russe, mediamente, oppure Ucraine.
Intendevo che cosa facevano nella vita, di che si occupavano?
- Studentesse universitarie. Ma sinceramente cazzeggiavano così tanto che le università in Russia dovevano essere facilissime...
E cosa ne dici tu personalmente di questo sito?
- Che erano degli sfruttatori!!! Le trattavano male, le pagavano poco...
Lo sfruttamento, certo, però io vorrei sapere, da donna, se devi vedere le ragazze sulla web tanto vale andare a puttane… Perché accontentarsi del guardare?
- Per me perché costava meno, per gli altri non so.
Quindi per risparmiare...
- Per me sì, mica sono fesso!
Quindi se avessi avuto soldi saresti andato a puttane?
- Certo. Però ti parlo di tanto tempo fa, forse ti conviene chiedere a qualche giovincello, non penso che il mio racconto abbia alcuna validità statistica.
Oh, credo che il concetto rimanga lo stesso. L'ultima domanda sull'argomento: ci sono molti uomini impegnati e sposati, padri di famiglia che visitano i siti di quel tipo. Guardano le ragazze a distanza per non sporcarsi le mani e la coscienza.Trovi coerente questo comportamento? Che differenza c'è, oltre alla palese assenza di contatto fisico, tra il sesso virtuale a pagamento e la prostituzione?
- Come mia morale personale, la prostituzione, la masturbazione con ragazze live oppure con video porno hanno delle differenze. In tutte e tre c'è lo sfruttamento della donna ma in gradi diversi.
Beh, nei video porno no. Non viene sfruttata solo la donna ma anche l'uomo. Entrambi gli attori diciamo?
- Sì. In ogni caso sono uno sfruttamento.
Quindi, secondo la tua teoria dei gradi di sfruttamento è più accettabile andare sulle porno chat che andare a puttane?
- Nel secondo caso credo che si costringa la donna ad una intimità maggiore. Tu dovendo scegliere cosa sceglieresti?
Non hai risposto alla mia domanda.
- La risposta era sì, mi sembrava chiaro, perché costringi di meno a fare cose che violino l'intimità.
Una domandina ancora: quando ti incontri con una donna pagandola, sei ben cosciente del fatto che non fa' sesso con te volentieri, che, anzi, molto probabilmente le fai schifo e lo fa perché, come giustamente hai detto prima, ci è costretta, eppure lo fai. Perché? Cosa ti spinge fare una cosa che sai che è ripugnante ed ingiusta?
- Wowwwwwwwwwww… che domanda!!!!!!!!!!!!!!! Che ti credi che basta una chat per rispondere?
Beh, finora ha funzionato piuttosto bene.
- Ci sono milioni di motivazioni!!!!!!
Dimmi quelle più immediate.
- Beh, ma la prostituzione è il mestiere più vecchio del mondo... non si risolve così facilmente.
Certamente, ma non sto cercando di risolverla. Ti ho solo fatto una domanda.
- Prima di tutto ci sono quelli più normali che ci vanno per lo stesso motivo per cui vanno in discoteca a cuccare.
Quale motivo sarebbe?
- Perché vogliono trombare.
Quindi parliamo del bisogno fisiologico. E quelli meno normali?
- Ci sono i sadici, i sado-maso e tutta una bella serie di disturbi psicologici...
Quindi vanno a chiedere le cose che non potrebbero chiedere alle donne normali?
- Molti sì!! Brava!! Che poi se cercano bene qualcuna a cui chiedere la trovano. Solo che hanno fretta e poca capacità di acchiappare.
Cioè una ragazza che realizzi i loro desideri o le loro perversioni completamente gratis?
- Esatto.
Proviamo a sbirciare nelle macchine di quei signori che vanno a 20 Km/h lungo Viale Zara qui a Milano, oppure che girano attorno alle rotonde come se fossero a Gardaland. Tutte le volte che li supero riesco a cogliere uno sguardo concentrato dietro al finestrino. Stanno scegliendo. Stanno scegliendo la loro puttana come noi scegliamo la verdura al supermercato. Non mi spreco negli scenari Danteschi per descrivere la vita di quelle poverine, minigonna in tutte le stagioni, Ipod nelle orecchie delle più fortunate, sorriso sbavato dipinto dal rossetto. Tutti sappiamo che fanno una vita orribile e che chi va a pagarle per fare sesso contribuisce all’organizzazione che le obbliga a prostituirsi, strappandole dalle proprie famiglie, marchiando le loro vite per sempre. Non perché marchi il loro onore, o la dignità. Ma è difficile liberarsi dai propri protettori, e tornare nel mondo pulito fisicamente e psicologicamente intatte. Dunque tutti, e soprattutto chi conosce questo mondo da vicino, sa che "andare a puttane" non è un bene. Allora perché ci vanno? Non pretendo di abolire la prostituzione, a differenza della Signora Gelmini. Non mi metto a fare le smorfie di indignazione come Mara Carfagna. Non cito i valori cristiani. Ma faccio una cosa ben più utile: mi faccio una domanda. Un tentativo di risalire alla radice dell’evento che la maggioranza chiama "il mestiere più antico del mondo". Una semplice domanda che tutti si scordano di porsi:
Come mai, pur sapendo che è una cosa ingiusta e ignobile, le persone continuano ad usufruire della prostituzione?
Intanto, per gettare le basi al mio ragionamento, inizierei a dire che la prostituzione è un evento prevalentemente femminile. Poi c’è in giro anche qualche ragazzo, e tante creature che sono una via di mezzo, ovvero i travestiti. Ma il punto è che ad ingaggiarli per le prestazioni sessuali sono quasi sempre gli uomini.
Ci sono delle signore che si tolgono qualche sfizio di tanto in tanto, facendo spuntare dalla torta di compleanno un paio di pompieri muscolosi, ma si rivolgono a servizi un po’ più raffinati, che forniscono loro un ricco depliant con le foto a colori e i numeri di telefono. E’ raro vedere una donna al volante cercare il proprio gigolò alle rotonde. In effetti anche la definizione "gigolò" è un pochino più carina della "puttana", parola che non esiste al maschile.
Anche se un tempo si usava anche "cortigiana", ma chissà come mai questo termine così grazioso non si usa più... Dunque, sbaglierei forse a dire che la prostituzione è un evento prevalentemente maschilista?
Viviamo nel mondo dell’informazione in cui se tu dici ad alta voce un pensiero, per quanto elaborato o interessante, tutti ti diranno: ma no, questa è soltanto una TUA opinione. Per dimostrare che effettivamente E’ così devi citare qualcosa che ha detto qualcun altro. Il successo delle interviste si spiega con questo. E poi il numero di questi "qualcun altro" si deve moltiplicare fino a diventare l’opinione pubblica. E ingigantirsi ancora fino a diventare una scienza, la nostra amata statistica, uno scudo che tutti usano per NON prendersi la responsabilità di dire come stanno le cose.
Dunque, per basare la mia opinione su "qualcosa che ha detto qualcun'altro" mi metto in gioco anch'io, faccio un paio di interviste. Ma vi avviso subito: io gioco sporco.
Voglio dimostrarvi che la verità, lo stato effettivo di una situazione, non dipende dalla statistica, dal numero di persone che afferma che è così, ma dalla coscienza di ognuno di noi, dalla capacità di vedere di ognuno di noi e dalla capacità critica di ognuno di noi. E che chiunque abbia la dignità di considerarsi una persona e non un numero, ci possa arrivare spinto dalla forza del pensiero.
Ho giocato sporco: ho fatto le domande non tanto per scoprire qualcosa di nuovo, ma per confermare qualcosa che sapevo, che tutti noi sappiamo già. Di solito i giornalisti non commentano mai le interviste. Ogni lettore è libero di interpretarle al modo suo, il compito dei giornalisti è solo quello di riportare i fatti rimanendo più neutrali possibile. Che non venga in mente a un giornalista di esprimere la propria opinione - dimezzerebbe le vendite della rivista!
Io invece sono solo una ragazza che scrive, e credo che per alcuni argomenti, purché viviamo in un paese dove il programma preferito dalla maggioranza della popolazione è "Grande Fratello", è assolutamente necessario dare una chiave di lettura. Dall’intervista di prima vengono fuori delle motivazioni ben precise alla mia domanda "Perché ricorrere alla prostituzione?".
Fare sesso è un bisogno fisico ed affettivo comune a tutti gli uomini. Lo si dovrebbe fare in due e di comune accordo, ma nelle condizioni poco felici: costrizioni, abusi, violenze, prostituzione, non accade così. Noi viviamo nel nostro "isolotto felice" Europa, scordandoci completamente che il mondo civile non è la parte principale del pianeta, è che nella maggior parte dei paesi le persone non sanno fare sesso senza far perdere al proprio partner la dignità e talvolta la voglia di vivere. E’ paradossale pensare che proprio la cosa capace di donare all’uomo la più acuta delle estasi possa rivelarsi anche la peggiore delle pene da scontare. Ma concentriamoci sulla prostituzione.
- Cosa spinge un uomo sulla strada?
L’incapacità di trovare qualcuno che faccia sesso con lui gratis.
La propria bruttezza, handicap, qualcosa della propria personalità che lo rende poco desiderabile dalle donne.
Detto così, è troppo semplicistico.
Tant’è vero che tantissimi di quegli uomini che pagano le prostitute qualcuno con cui fare sesso completamente gratis ce l’hanno, una moglie oppure una compagna. Solo che magari non la desiderano più. Vogliono la carne fresca, giovane, piacente. E vengono subito accontentati: una buona parte delle prostitute non sono nemmeno maggiorenni.
Ma ci sono anche quei padri di famiglia che una moglie bella e piacente ce l’hanno, ma vogliono qualcosa di nuovo. Dopo 30 anni di matrimonio li sfiora quella pazzia di sentire l’odore di una donna diversa. Oppure di un uomo. Quelli che vanno con gli uomini oppure con i travestiti: doppia ipocrisia. Tradire la propria moglie con una donna non è bello, ma ancora meno bello è tradirla con un uomo perché qui entra in gioco l’invincibile ego maschile.
Quindi scelgono un uomo con le sembianze femminili per alleviare il senso di colpa.
Ridicolo.
Dunque, qui la risposta alla mia domanda diventa un pochino più elaborata:
L’incapacità di trovare una persona esattamente come la vorrebbe che faccia sesso con lui gratis.
- La prostituzione di lusso.
Vorrei fare una premessa. Si è discusso tanto della possibilità di legalizzare la prostituzione. Di togliere le ragazze dalle strade per metterle nelle case chiuse, facendo loro svolgere un'attività lavorativa, pagando le tasse ecc. ecc...
Ci sono quelle che si definiscono "prostitute per scelta". Le donne che scelgono di dedicarsi al "mestiere più antico del mondo". Avranno le loro ragioni, spesso di origine economica, nessuna costrizione, nessun abuso, nessuna violenza...
Ci sono donne, come afferma Valerie Tasso nel suo libro intitolato "Diario di una ninfomane", che fanno questo mestiere per il piacere puro di fare sesso.
Ma a me viene un dubbio, se permettete.
Secondo tanti studi fatti sul dimorfismo sessuale per una donna è assolutamente necessario desiderare per eccitarsi. Trovare un uomo attraente, tanto per iniziare. (Attraente non significa per forza bello, affascinante o accattivante. Deve far sesso, ecco la definizione migliore.). Come fa una donna a desiderare a comando? (Stento a credere che nelle case pubbliche le prostitute abbiano facoltà di scegliersi tutti i clienti.) Forse è in questo che consiste la loro maestria. Ma personalmente non metterei la mano sul fuoco nel affermare che chi fa la prostituta lo fa per scelta...
Tu hai avuto modo di frequentare qualche casa chiusa fuori dall’Italia?
- Sì, mi è capitato ad Amsterdam, a Praga, a Lugano.
Però. Si direbbe che hai viaggiato un bel pò...
- Beh, dal momento che in Italia non è legale, ogni tanto facciamo una scappatella in Svizzera cogli amici.
Ok. E come funziona?
- Semplicissimo. Arrivi lì, ti chiedono un documento d’identità, tu scegli la ragazza...
Dal vivo, come nei film?
- Beh, tanti hanno dei cataloghi. Ma è più facile scegliere avendo la persona davanti, sai, verificare se c’è il feeling...
E paghi prima o dopo la prestazione?
- Solitamente dopo. Alcuni ti chiedono la carta di credito in anticipo, come negli hotel.
Quanto può costare una notte con una prostituta?
- Dipende da quante ore stai, che cosa fai, che tipo di servizio richiedi.
Ah, quindi tra un chinotto e una spagnola il prezzo cambia?
- Beh, quello no. Le cose diciamo "classiche" sono incluse nel prezzo standard. Se vuoi qualcosa di diverso devi avvertire.
Qualcosa di diverso?
- Sì, tipo farsi legare o ammanettarla, oppure usare qualche accessorio particolare.
E se non avverti?
- Semplicemente non tutte accettano. Devi trovare una ragazza che ci stia.
Ok, un'ultima domanda: che differenza c'è tra fare sesso con una ragazza "normale", quella che non ti chiede soldi in cambio e una "professionista" del sesso?
- Hehe, ti sei risposta da sola: che differenza c'è tra un dilettante e un professionista? La differenza si sente.
Ok, però mi togli un'altra curiosità: è vero che le prostitute fanno sesso, ma niente baci, perché un bacio è legato alla sfera sentimentale? Tutti i film (Pretty Woman compreso) vogliono farcela bere...
- (Ridendo) Ma secondo te una prostituta mi fa un pompino e poi non mi dà un bacio in bocca?
Tutti vogliamo avere dei rapporti sessuali soddisfacenti e cerchiamo anche questo in una relazione. Chi non ce la fa perché è troppo timido, ha delle richieste troppo particolari oppure preferisce non svelare i propri gusti sessuali per paura di essere giudicato si rivolge alla prostituzione (ho già ampiamente discusso sulla disinformazione e sull'incapacità di parlare di sesso in modo aperto e costruttivo nel mio articolo precedente).
Anche perché di donne, che con tutti i loro valori perbenisti, a letto si rivelano meno appassionanti di un manico di scopa, ce ne sono tante. Specialmente in Italia, un paese cattolico. Basta guardare qualche film di Totò, dove la moglie gli grida “Sporcaccione!” e lo costringe a prendere le pillole per perdere lo stimolo sessuale.
Ragazze mie, il sesso, da quel punto di vista, è sporco tutto. Non c’è un modo più "pulito" per farlo. Non è misurabile e classificabile con termini come "decente", "dignitoso", "appropriato" ma piuttosto "bello", "gradevole", "appassionante", "stupefacente".
Certo, ci sono anche dei termini negativi, ma tutti essi hanno a che fare con la soddisfazione delle esigenze, delle aspettative fisiche e affettive di un uomo o una donna. Tutto il sesso lo si potrebbe riassumere in un banale: godo, oppure non godo, nei casi meno fortunati. Ed è per questa ragione, in sostanza, che l'uomo (inteso come essere umano) fa sesso, non certo per la riproduzione!
Quindi qui la mia risposta si amplifica di nuovo:
L’incapacità di trovare una persona esattamente come la vorrebbe che faccia sesso esattamente come lo vorrebbe gratis.
Però, c'è da dire anche che non appena una donna si apre, si scioglie, si abbandona al piacere viene subito considerata una poco di buono dagli uomini. Secondo il ragionamento della maggior parte una donna che è brava a letto deve la sua bravura agli anni di esperienza con centinaia di uomini, e nessuno o quasi nessuno vuole avere una donna con tale esperienza.
Non so se vi rendete conto del paradosso: cari uomini, prima volete una Vergine Maria casta e pura e poi, nel momento in cui non vi soddisfa, correte da una puttana? Non sarebbe molto più utile unire le esigenze, abolire i pregiudizi e vivere appieno la relazione con la vostra donna?
- Prostituzione al maschile
Tutte le volte che sento la parola “Gigolò” mi viene in mente Richard Gere giovane con quei capelli argentati e quegli occhi da cerbiatto sperduto nel bosco. La sua chioma appoggiata sul vetro del confessionale nel punto dove c’è la mano di lei e il secondo tempo del concerto per clarinetto di Mozart in versione elettronica che ondeggia sopra il suo “Ti amo. Quanto tempo ci ho messo per capirlo.” o qualcosa del genere.
Insomma la storia di un bello e bravo gigolò che viene condannato per un omicidio non commesso da lui, che alla fine abbandona la sua nobile professione, quella di scoparsi le vecchiette aristocratiche bisognose d’affetto, per amore.
Dopo qualche anno, la figura di gigolò era uscita dalla sua aureola cinematografica ed era diventata una figura familiare, quasi amichevole.
Ho conosciuto ragazzi che si sono prostituiti nel momento del bisogno, ho conosciuto ragazzi che volevano prostituirsi per pagare i debiti, ho conosciuto ragazzi che lo avevano fatto per gloria pura. Dalle tante chiacchiere che mi ero fatta con loro sono riuscita a capire poche ed innegabili cose. La prostituzione al maschile si differisce tanto da quella al femminile per il semplice motivo che è legata al dimorfismo sessuale (vedi il mio articolo precedente sul sesso).
In parole povere, uomini e donne cercano cose diverse nelle relazioni e nel sesso, di conseguenza cercano cose diverse nella prostituzione. Un uomo da molta importanza al sesso in sé. Una donna cerca quello che "incornicia" il sesso. Le piace essere corteggiata, sedotta, desiderata, ammirata. Forse è per questo che la prostituzione al maschile si è rivelata nel corso dei secoli un impresa meno redditizia: è più facile allargare le gambe che fingere amore o affetto.
- Prostituzione nel quotidiano
Non posso non parlare dei favoritismi quando si parla della prostituzione. Guardiamoci intorno. Quelli che chiedono prestazioni sessuali in cambio di qualche favore nell’ambito universitario, lavorativo, politico. Il cosiddetto "abuso di potere". Basterebbe sfogliare un quotidiano per rendersi conto che nonostante la prostituzione sia illegale nel nostro paese noi viviamo in mezzo alla prostituzione! E nella sua più disgustosa e meno giustificabile forma. Le vere puttane sono quelle personcine che si fanno ben volere dai superiori in cambio di qualche trombata per rubare il posto a chi è più qualificato e più preparato di loro. Ma anche in questo ambito sorge un dilemma: come mai anche qui si tratta solo di uomini? Non è mai stato noto un caso in cui un uomo era stato licenziato per mancato servizio sotto scrivania. "Una donna nell’ambito lavorativo deve saper accettar qualche compromesso." - disse il capo di una mia cara amica una settimana prima di licenziarla.
- Prostituzione e mille modi per mascherarla
In questo momento, stiamo parlando della prostituzione. Per meglio dire, io sto parlando e voi mi ascoltate, ovvero i più resistenti di voi.
Ma questo non accade quasi mai nella vita reale. Tutti quelli che parlano di questo argomento, e ne parlano male per assenza di informazioni per ovvi motivi, sono quelli che non hanno nulla a che fare con essa. Ne parlano con sdegno, se ne servono per dimostrare a loro stessi che brave persone che sono. D'altronde è facile sentirsi meglio paragonando la merda al cioccolato.
Ma quelli che sulla prostituzione avrebbero veramente qualcosa da dire? Quelli che ricorrono all’uso di essa, quelli che sanno effettivamente com’è? Ovviamente tacciono. Fanno finta di non averci nulla a che fare. Perché mai fanno questo? Perché tutti, ma dico davvero tutti, sanno che prostituzione è un male. Nessuno si chiede PERCHE’ sia un male, ma tutti badano bene a salvaguardare le proprie apparenze.
E quando i sensi di colpa diventano più acuti tutti iniziano a mentire perfino a se stessi, ricorrendo alle forme di prostituzione più leggere. Come il sesso virtuale con la webcam.
Inizialmente pensavo di dedicare questo articolo esclusivamente al sesso virtuale. Ho intervistato una persona, ho fatto le mie indagini, ho buttato giù qualche idea. Ma più andavo avanti più capivo che era impossibile parlare delle ragazze che si spogliano davanti ad una webcam senza parlare del meccanismo che opera dietro a questa ultimissima "forma" più elaborata e più stravagante di prostituzione in quanto questa ultimissima forma ne sia parte integrante.
Da dove spunta quest'ultima novità?
Ovviamente in parte dai mezzi tecnologici che vengono incontro alle nuove esigenze dell’uomo e che creano appunto queste esigenze. Se non so che c'è la possibilità di realizzare una determinata cosa vado di certo ad immaginarla. Dal desiderio di ricorrere alla prostituzione nella sua forma più leggera. La maggior parte delle persone non la considera nemmeno tale. Prostituzione è quando si vende un corpo umano. Lo si vende per farne un uso fisico, non soltanto per guardare.
Ovviamente nella società materialistica in cui il pudore e l’intimità non hanno più valore, mostrare le tette ad un perfetto sconosciuto è un'occupazione scevra da ogni collegamento con la prostituzione. Un lavoretto perfetto per una studentessa universitaria, altro che fare la cameriera o lavare i cessi!
Quindi quella che si spoglia davanti alla telecamera e il signore che si masturba davanti al monitor dall'altra parte del mondo non fanno nulla di disdicevole e non si sentono minimamente coinvolti in quella gran brutta cosa chiamata prostituzione. E per sviare ogni senso di colpa rimanente alcuni sentono anche il bisogno di instaurare una specie di dialogo, un’amicizia, per dimostrare a loro stessi che il loro non è soltanto un rapporto figa-soldi.
Ovviamente non è così. Vendere il corpo. Punto. Per toccare, abusare, guardare. Non è l’uso che se ne fa a determinare il termine, ma il concetto in sé. Offrire il proprio corpo, in qualsiasi sua manifestazione, in cambio di soldi è prostituzione. Non tutti si rivolgono alle porno chat per placare il senso di colpa, e nemmeno per risparmiare, come l’uomo che ho intervistato all’inizio.
C’è anche una bella parte di uomini che vanno sugli appositi siti proprio perché in una prostituta, in un corpo, non cercano più l’esperienza delle professioniste, ma la naturalezza e la "normalità" della ragazza della porta accanto. In parole povere, non vogliono più una puttana, adescata e scopata da mezzo mondo, una che fa esplicitamente sesso a pagamento, ma una ragazza come tante altre, che di giorno fa l'università, la baby sitter, la parrucchiera, la mamma e di sera per arrotondare si spoglia davanti ad una webcam. Quanto spazio per la fantasia! Una a cui poter sussurrare le proprie fantasie e perversioni senza aver paura di essere respinto, deriso, giudicato. Tanto c’è l’anonimato e lo schermo a proteggere quell'ego maschile desideroso di soddisfazione immediata.
Credo che il successo dei video porno amatoriali si spieghi col semplice fatto che alle persone, per quanto siano ipocrite e bugiarde, piacciano le cose vere. La Verità li attira come il miele attira le mosche. E’ molto più eccitante un’immagine di sesso rubata di un video professionale di sesso acrobatico in cui la donna strilla con una voce disumana “SSSSìììììììììì!” con la smorfia più finta del mondo. E' molto più eccitante una studentessa universitaria che si spoglia davanti alla telecamera di una professionista del sesso (se si parla di prostituzione civile) oppure di una bambina morente di freddo in strada (se si parla di prostituzione incivile, ovvero quella che c’è in Italia).
Non mi resta che completare ulteriormente la risposta:
L’incapacità di trovare una persona esattamente come la vorrebbe che faccia sesso esattamente come lo vorrebbe nella propria quotidianità sessuale.
- Conclusione. Mestiere più antico del mondo?
Sono fermamente convinta che la prostituzione affondi le sue radici nel maschilismo perché poche altre cose sono altrettanto antiche.
Forse quando un uomo smetterà di guardare una donna come un oggetto, un oggetto per soddisfare i propri desideri, cesserà di esistere anche la prostituzione, ma per ora la vedo grigia.
Tutti nutriamo delle esigenze fisiche ed affettive. Tutti cerchiamo di soddisfare queste esigenze in un rapporto di coppia. Ma non è assolutamente concepibile che queste esigenze debbano per forza essere subito soddisfatte. Per costruire un rapporto di intimità ci vuole tempo, pazienza, rispetto per la propria compagna. Bisogna conquistare la fiducia del partner, mettersi in gioco, aprirsi mettendo da parte tabù e pregiudizi. Invece che cosa accade?
Bandiamo il sesso dagli argomenti di conversazione, non facciamo fluire l’informazione, ci facciamo venire gli inutili complessi e quando si tratta di soddisfare le nostre tendenze (è proprio bella questa parola: tendere verso qualcosa, anche malgrado la forza di volontà e la ragione) andiamo da una prostituta perché è molto più facile che costruire un rapporto vero, una intimità che non sia fittizia, un affiatamento non soltanto apparente.
Infine, perché trovo la prostituzione ingiusta?
Basta analizzare la parola stessa. Si prostituisce colui che vende il proprio corpo. E chi ne fa uso? Quello che paga? Rimane nell’ombra, tacito codardo, mentre il disprezzo pubblico e i disagi fisico mentali ricadono su chi subisce.
Come avevo già anticipato nella premessa del mio sito, non pretendo di dare le risposte universali né di dire nulla di nuovo. Mi pongo le domande e cerco le risposte. Per me. Per avere una MIA opinione.
Pubblico questi miei viaggi mentali per stimolare anche i lettori a farlo. Perché non bisogna mai fondarsi sulle fonti statistiche dell’opinione pubblica, dati facilmente manipolabili. Bisogna uscire di casa, guardare la realtà, entrare in contatto con essa, cercare di capire, sviluppare una capacità critica e un’opinione che sia vostra soltanto.
Vedere una prostituta senza pensare immediatamente "la prostituzione è il mestiere più antico del mondo" e proseguire il vostro percorso, perché non è stato detto né pensato da voi. Solo quando vi sarete posti le domande per mettere in discussione ogni cosa che pensate di sapere potrete considerarvi una persona dotata di dignità. Perché è con il nostro modo di pensare che essa ha a che fare, non con il corpo e con l'uso che ne facciamo.
